Nella terrazza ho piantato i gerani. Ma anche pomodori e basilico. Per ricordarmi l’orto di molti anni fa. E’ solo un’idea vaga, un richiamo, niente di più. Per avere la sensazione d’orto avrei dovuto piantare anche le zucchine, le melanzane e le angurie. Ma nei vasi non ce la faccio, allora ho fatto una cosa più che altro simbolica.
In più, quest’anno, ci sono un sacco di coccinelle.
Belle, le coccinelle, ma così sono troppe. Vabbe’ che mi dicevo sempre che non ci sono più le farfalle e le mantidi e le cavallette e le lumache e tutte le specie di animaletti che mi ricordano l’infanzia, ma adesso sono arrivate tutte qui, devono aver fatto le uova perché sono pieno di coccinelle. E appena ne prendo una per cantare la canzoncina della “pipiola”, ne arriva sempre un’altra e si appoggia sulla mano. Sembrano gelose, sono anche un po’ stupide. Eppure, quando ero piccolo mi sembravano le più intelligenti, capivano anche che tu gli avevi detto di volare via e di andare a Cagliari a portare un anello. Più intelligenti delle cavallette senz’altro. Invece adesso non so più a quale delle due avevo detto di andare a portarmi un desiderio e sono costretto a ricominciare sempre daccapo. Ce ne sono a centinaia.
Forse ho capito anche il segreto dei gechi, sempre che siano gechi. Sì, perché la terrazza è diventata anche la casa di questi rettili che sembrano gechi ma sono molto più grassi. Sono enormi, sono larghi almeno cinque centimetri e lunghi quindici. Forse mangiano coccinelle, non lo so, però sembrano obesi. Forse mi devo preoccupare perché stanno crescendo sempre di più e quando si spostano fanno anche rumore, che invece i gechi tu non dovresti accorgerti della loro presenza a meno che non li vedi. Invece li sento eccome, quando si spostano dietro un vaso o fra i rami dell’oleandro. Sono sgraziati, credo a causa della pinguedine. La cosa che ho notato è che cambiano colore, di notte diventano azzurrognoli, di giorno sono giallini. Però li vedo soprattutto di notte, anche perché di giorno in terrazza fa troppo caldo e non ci vado quasi mai, dunque può essere che quello che ho visto con la luce del sole è un geco vero e gli altri sono un'altra specie di rettile venuto da un paese straniero. Però anche questa è una teoria stravagante perché il geco è un animale notturno, perciò, semmai, dovrebbe essere il contrario. Vai a sapere, magari c’era una covata in una delle piantine di geranio quando le ho comprate. Tu ridi, ma chissà da dove arrivano le piantine, credo che importiamo anche quelle. Saranno gechi cinesi. Mi devo informare. O forse, come cercavo di spiegare prima, la colpa è delle coccinelle che si offrono in pasto ad ogni ora del giorno e della notte. Ho pensato che tutto quel rosso che hanno nelle alette influisca nella digestione dei gechi e gli faccia cambiare colore, tipo quando noi mangiamo molte carote e ci abbronziamo di più. Solo che le carote non fanno ingrassare, le coccinelle sì. E poi mica noi siamo gechi.
Quindi nella terrazza non ci vado più così volentieri, e a prendere il fresco vado in piazza, quella dove vanno tutti i vecchietti. Non parlo molto con loro, più che altro li ascolto. A volte raccontano cose belle, cose del passato che io non avevo mai sentito. Ma la maggior parte delle volte parlano di cosa hanno mangiato a cena e del tempo che farà domani o di quello che ha detto il telegiornale. E che il clima è cambiato e che importiamo tutto e che Buttiglione voleva il gelato… e trinta e baranta.
Ma quelle cose le so già. Allora me ne torno a casa.